Donare gli organi: una scelta in Comune
16/09/2016
Donare gli organi: una scelta in Comune

Gli uffici anagrafe dei Comuni sono stati individuati quali punti di raccolta e registrazione delle dichiarazioni di volontà in merito alla donazione di organi e tessuti. A tutti i cittadini maggiorenni, in occasione del ritiro o del rinnovo della carta d’identità, è offerta una modalità aggiuntiva con la quale esprimere il proprio consenso o diniego alla donazione.
L’estensione agli uffici anagrafe tra i luoghi in cui poter dichiarare e registrare il proprio volere sulla donazione di organi e tessuti è regolamentato dall’art. art. 3, comma 8-bis della Legge 26 febbraio 2010 n. 25 e dal successivo art. 43 del  Decreto-Legge 21 giugno 2013 n. 69, così come modificato dalla Legge di Conversione 9 agosto 2013 n. 98.
Le dichiarazioni di volontà dei cittadini, ossia il consenso o il diniego alla donazione d’organi vengono rese all’Ufficio Anagrafe, formalizzate semplicemente con la sottoscrizione di un apposito modulo. Il sì o il no così espressi saranno registrati direttamente, con valore legale, e in tempo reale, sul S.I.T. (Sistema Informativo Trapianti) del C.N.T. In tutti i casi è tutelata la privacy del donatore in quanto nessuna dicitura compare sulla carta di identità. Il cittadino può modificare la dichiarazione di volontà in qualsiasi momento. Il S.I.T. viene consultato per ogni potenziale donatore in stato di accertamento di morte cerebrale dal Centro Regionale Trapianti in regime di H 24.
Questo meccanismo consente di verificare, per ogni accertamento di morte con criteri clinici e strumentali, se il potenziale donatore si era espresso in vita (e in questo caso fa testo la sua volontà negativa o positiva); nella eventualità che non vi sia stata alcuna volontà dichiarata viene data ai familiari la possibilità di autorizzare o meno la donazione. Nel nostro Paese infatti, per la manifestazione della volontà di donare organi vige il principio del consenso o del dissenso esplicito (art. 23 della legge n. 91 del 1° aprile 1999; Decreto del Ministero della Salute 8 aprile 2000).
FALOPPIO
VIA MANZONI 1